Marco Marzaduri: incensurato. Nessun reato.
Sezione 01
I due casellari giudiziali
Il casellario giudiziale è il registro ufficiale delle condanne definitive. Questi sono i due certificati agli atti: clicca sulle immagini per aprire gli originali.
Sezione 02
Chi sono
Sono nato a Catania nel 1995 e oggi vivo a Malta. Lavoro come psicologo e come operatore di informatica forense.
Dal dicembre 2020 Graziano Menghi ha cominciato a diffamare me e i miei genitori: prima con e-mail, poi con siti internet. Ho presentato querela per diffamazione e calunnia. Due procedimenti penali e una causa civile sono oggi in corso davanti al Tribunale di Catania.
Sono una persona onesta e incensurata. In tutti questi procedimenti sono la persona offesa o la parte che chiede il risarcimento: l'imputato è Graziano Menghi.
- Nome
- Marco Roberto Maria Marzaduri
- Nato a
- Catania, 9 febbraio 1995
- Vive a
- Tas-Sliema, Malta
- Professione
- Psicologo e operatore di informatica forense
- Casellario
- Nessun reato, nessun procedimento a mio carico
Sezione 03
Le falsità di Menghi e che cosa risulta dagli atti
Graziano Menghi ha diffuso su più siti, e-mail e messaggi queste frasi contro di me. Sono false: per ciascuna trovi che cosa risulta davvero dagli atti e il documento in cui verificarlo.
Cosa risulta dagli atti
Non risulta alcuna sentenza, alcun procedimento e alcuna condanna a mio carico. L'espressione è stata pubblicata su più siti internet; la pubblicazione è contestata come diffamazione aggravata (art. 595 co. 3 c.p.) nel proc. 12501/2021.
Frase diffusa da Menghi: «Pericoloso truffatore»
Verifica: Decreto che dispone il giudizioCosa risulta dagli atti
Nessun ordine professionale, tribunale o altra autorità competente ha accertato con provvedimento definitivo un esercizio abusivo della professione. Un'accusa pubblicata online non è un accertamento.
Frase diffusa da Menghi: «Falso psicologo»
Verifica: Lo stato dei procedimentiCosa risulta dagli atti
Non esiste alcun procedimento per reati di mafia a mio carico. L'accusa è stata inviata per e-mail a circa 70 persone dell'ambiente universitario di Catania ed è tra i fatti denunciati.
Frase diffusa da Menghi: «Mafioso, colluso con la mafia catanese»
Verifica: E-mail inviata ai colleghiCosa risulta dagli atti
Nessun accertamento, verbale o provvedimento lo documenta. Nel maggio 2026 è stato invece inviato un messaggio che offre di procurare sostanze stupefacenti da «piazzarmi addosso»: il messaggio è agli atti con la memoria difensiva.
Frase diffusa da Menghi: «Drogato»
Verifica: Memoria difensiva e allegatiCosa risulta dagli atti
Non ho precedenti penali. I procedimenti elencati in questa pagina mi vedono come persona offesa e parte civile, non come imputato.
Frase diffusa da Menghi: «Pluri pregiudicato»
Verifica: Lo stato dei procedimentiCosa risulta dagli atti
Il patrocinio a spese dello Stato è un diritto previsto dalla Costituzione (art. 24 co. 3). L'istanza è un documento riservato: la sua pubblicazione su Facebook è oggetto di un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.
Frase diffusa da Menghi: «Froda lo Stato con il patrocinio gratuito»
Verifica: Allegato 2 alla memoria
Sezione 04
Perché quelle frasi non reggono
Sei ragioni, ciascuna verificabile negli atti. Non servono opinioni: bastano i documenti e le regole del processo.
- 01
Nessun accertamento giudiziario
Le affermazioni pubblicate contro di me non sono mai state accertate da un giudice. Non esiste alcuna sentenza, né alcun procedimento a mio carico a cui rinviare. Per la legge sono innocente (art. 27 Cost.; art. 6 par. 2 CEDU).
- 02
La fonte è parte in causa
Chi ha pubblicato quelle affermazioni è oggi imputato per averle diffuse. Un giudice dell'udienza preliminare ha ritenuto sufficienti gli elementi per disporre il giudizio: non è una condanna, ma è un fatto verificabile negli atti.
- 03
Ripetere non è provare
Le stesse frasi compaiono su più siti, profili e messaggi. Moltiplicare le pubblicazioni non crea una prova: ne aumenta soltanto la diffusione, ed è proprio ciò che si contesta come diffamazione aggravata.
- 04
Nessun atto ufficiale a sostegno
Nessuna sentenza, ordinanza o provvedimento di un'autorità a mio carico viene indicato a sostegno di quelle affermazioni. Secondo la smentita, dove si cita un documento questo è decontestualizzato o non verificabile alla fonte.
- 05
Le pubblicazioni continuano anche dopo il rinvio a giudizio
Nuovi post e messaggi del maggio e giugno 2026 sono stati depositati con la memoria del 14 settembre 2026. Un comportamento che prosegue a processo avviato è un elemento che i giudici possono valutare.
- 06
Il diritto di cronaca ha dei limiti
Secondo la giurisprudenza della Cassazione, cronaca e critica sono lecite solo se vere, di interesse pubblico ed espresse in forma civile. Secondo la difesa, le espressioni contestate non rispettano nessuna di queste condizioni.
Sezione 05
I documenti legali, spiegati
Ogni documento ha tre informazioni: com'è fatto, a cosa serve e che cosa dice. Gli atti che portano a giudizio una persona riguardano Graziano Menghi, e sono contrassegnati in rosso. Clicca sull'immagine per aprire l'originale.
Gli atti che portano una persona davanti al giudice
Prima di un processo c'è sempre un provvedimento che lo dispone. Questi sono i due che riguardano i procedimenti qui citati.
Doc. 01Atto contro Graziano Menghi
Decreto di citazione a giudizio
Che cos'è
L'atto con cui il Pubblico Ministero chiama una persona a comparire davanti al giudice. Indica l'accusa e la data dell'udienza. Non è una condanna.
Cosa dice in questo caso
Proc. 13997/2021: l'accusa è di minaccia grave (art. 612 co. 2 c.p.) per un messaggio WhatsApp del 29 settembre 2021. Prossima udienza: 16 gennaio 2027.
Doc. 02Atto contro Graziano Menghi
Verbale di identificazione della Polizia Locale
Che cos'è
Il verbale con cui le forze dell'ordine identificano la persona indagata e le comunicano che è indagata. Segna l'inizio formale delle indagini nei suoi confronti.
Cosa dice in questo caso
Il 17 febbraio 2022 la Polizia Locale Valmarecchia identifica Graziano Menghi come indagato per minaccia (art. 612 c.p.) per i fatti del 29 settembre 2021.
Doc. 03Atto contro Graziano Menghi
Decreto che dispone il giudizio
Che cos'è
Il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare, ritenuti sufficienti gli elementi raccolti, manda l'imputato a processo. Non accerta la colpevolezza: apre la fase del dibattimento.
Cosa dice in questo caso
Proc. 12501/2021 (4166/2025): accuse di diffamazione aggravata (art. 595 co. 3 c.p.) e atti persecutori (art. 612 bis c.p.). Giudice dell'udienza preliminare: dott.ssa Giuseppina Storaci.
Doc. 04Atto contro Graziano Menghi
P.Q.M. e fissazione dell'udienza
Che cos'è
«P.Q.M.» (per questi motivi) introduce la parte finale di un provvedimento, quella che decide. È la pagina da leggere per prima.
Cosa dice in questo caso
Dispone la prosecuzione davanti al Tribunale di Catania, II Sezione penale, con udienza fissata il 15 settembre 2026.
Gli atti di chi ha subito il danno
Chi ritiene di essere stato danneggiato da un reato può partecipare al processo penale e chiedere un risarcimento.
Doc. 05Atto di costituzione di parte civile
Che cos'è
La dichiarazione con cui la persona danneggiata entra nel processo penale per chiedere i danni all'imputato. Richiede un avvocato.
Cosa dice in questo caso
Redatto dall'Avv. Francesco Bellocchio nel proc. 12501/2021. Richiede un risarcimento di 50.000 euro per i danni da atti persecutori.
Doc. 06Memoria difensiva (art. 121 c.p.p.)
Che cos'è
Uno scritto che le parti possono depositare in qualsiasi momento per segnalare al giudice fatti nuovi e allegare documenti.
Cosa dice in questo caso
Depositata il 14 settembre 2026 dall'Avv. Bellocchio: segnala nuove pubblicazioni successive al rinvio a giudizio e allega sei documenti.
Le prove dei fatti
Gli atti giudiziari indicano le accuse. Questi documenti mostrano da dove nascono: messaggi, e-mail e pubblicazioni.
Doc. 07La e-mail inviata a circa 70 persone
Che cos'è
Una comunicazione di una collega che avvisa del contenuto di una e-mail inviata a molte persone dell'ambiente universitario.
Cosa dice in questo caso
Dal 10 gennaio 2021 risulta che l'e-mail diffamatoria era stata diffusa a colleghi, studenti e al direttore del dipartimento in cui lavora mia madre.
Doc. 08Messaggio WhatsApp e post del maggio 2026
Che cos'è
Schermate di messaggi e pubblicazioni allegate alla memoria difensiva. Servono a mostrare cosa è accaduto dopo il rinvio a giudizio.
Cosa dice in questo caso
Mostrano l'offerta di procurare stupefacenti da collocarmi addosso e le accuse rivolte anche a magistrati e avvocati.
Doc. 09Allegato 2: pubblicazione dell'istanza riservata
Che cos'è
Uno degli allegati alla memoria difensiva: lo screenshot di un post Facebook del 24 maggio 2026.
Cosa dice in questo caso
Mostra la fotografia della mia istanza di patrocinio a spese dello Stato, un documento riservato, resa pubblica.
La prova del deposito
Per sapere quando un atto è stato davvero consegnato al Tribunale esiste una ricevuta telematica.
Doc. 10Ricevuta del Portale Deposito atti Penali
Che cos'è
La ricevuta del Ministero della Giustizia che certifica giorno, ora e contenuto dei documenti depositati, ciascuno con un codice di controllo (hash).
Cosa dice in questo caso
Deposito ID 2026/1643918 del 14 settembre 2026, ore 23:12, con sei allegati.
Sezione 06
Lo stato dei procedimenti
Vale per tutti, anche per chi è imputato: ciascuno è presunto innocente fino a sentenza definitiva (art. 27 Costituzione). Questa pagina riporta gli atti e a che punto sono. Non anticipa le decisioni dei giudici.
Proc. 13997/2021
Minaccia grave (art. 612 co. 2 c.p.)
- Dove
- Tribunale di Catania, giudice dott. Giuseppe Marino
- Il mio ruolo
- Persona offesa
- Prossimo passaggio
- Udienza del 16 gennaio 2027
Proc. 12501/2021 (4166/2025)
Diffamazione aggravata e atti persecutori (artt. 595 co. 3 e 612 bis c.p.)
- Dove
- Tribunale di Catania, II Sezione penale
- Il mio ruolo
- Parte civile
- Prossimo passaggio
- Udienza fissata il 15 settembre 2026; l'esito non è ancora riportato qui
R.G. 14328/2025
Risarcimento danni, 250.000 euro (artt. 2043 e 2059 c.c.)
- Dove
- Tribunale di Catania, Sezione III civile
- Il mio ruolo
- Attore
- Prossimo passaggio
- Convenuto non costituito entro il 28 aprile 2026
Le parole da conoscere
- Querela
- La richiesta, presentata dalla persona offesa, di perseguire un reato.
- Persona offesa
- Chi ha subito il reato. Non è accusata di nulla.
- Imputato
- Chi è chiamato a rispondere di un'accusa nel processo. Resta innocente fino a sentenza definitiva.
- Rinvio a giudizio
- La decisione di celebrare il processo. Non stabilisce chi ha ragione.
- Parte civile
- Chi partecipa al processo penale per chiedere il risarcimento del danno.
- Sentenza definitiva
- Quando non è più impugnabile. Solo allora una colpevolezza è accertata.
Sezione 07
Che cosa viene contestato a Graziano Menghi
Graziano Menghi è imputato in due processi penali davanti al Tribunale di Catania e convenuto in una causa civile da 250.000 euro. Ciò che segue non è un'opinione: sono gli atti.
- Fatto 1
Rinviato a giudizio per minaccia di morte
Un messaggio WhatsApp del 29 settembre 2021. Identificato dalla Polizia Locale, citato in giudizio dal Tribunale di Catania.
- Fatto 2
Rinviato a giudizio per diffamazione e stalking
Il GUP ha disposto il giudizio per diffamazione aggravata e atti persecutori, anche ai danni di una docente universitaria.
- Fatto 3
Ha accusato di mafia, a decine di persone
Un messaggio con accuse di reati gravissimi inviato a circa 70 persone dell'università: è la base della querela per calunnia.
- Fatto 4
Ha diffuso un atto riservato
L'istanza di patrocinio a spese dello Stato, documento riservato, è stata pubblicata su Facebook. Per questo c'è un reclamo al Garante.
- Fatto 5
Ha continuato dopo il rinvio a giudizio
Nuovi post e messaggi nel maggio e giugno 2026, depositati agli atti con la memoria del 14 settembre 2026.
- Fatto 6
Quattordici querele depositate
Dal 2021 al 2025 sono state depositate quattordici querele. Nella causa civile non si è costituito entro il 28 aprile 2026.
Le contestazioni, una per una
Sono contestazioni e non ancora condanne: dove c'è un giudizio, la sentenza stabilirà se i fatti sono accertati.
| Reato o domanda | Fatto contestato | Sede | Stato |
|---|---|---|---|
| Minaccia grave, art. 612 co. 2 c.p. | Messaggio WhatsApp VoIP del 29 settembre 2021 con una minaccia di morte. | Proc. 13997/2021, Tribunale di Catania | Citato a giudizio. Udienza 16 gennaio 2027. |
| Diffamazione aggravata, art. 595 co. 3 c.p. | E-mail, Facebook e YouTube tra il 2020 e il 2024, con espressioni offensive. | Proc. 12501/2021, Tribunale di Catania, II Sez. penale | Decreto che dispone il giudizio. |
| Atti persecutori, art. 612 bis c.p. | Condotte reiterate nei confronti di mia madre, docente universitaria. | Proc. 12501/2021, Tribunale di Catania, II Sez. penale | Decreto che dispone il giudizio. |
| Calunnia, art. 368 c.p. | Accuse di reati di mafia inviate a circa 70 persone dell'ambiente universitario. | Querele presentate alle Procure di Catania e Rimini | Querela depositata. Nessun giudizio ancora fissato. |
| Trattamento illecito di dati, art. 167 D.Lgs. 196/2003 | Pubblicazione su Facebook dell'istanza riservata di patrocinio a spese dello Stato. | Garante per la protezione dei dati personali | Reclamo presentato. |
| Danni civili, artt. 2043 e 2059 c.c. | Risarcimento complessivo di 250.000 euro per diffamazione e atti persecutori. | R.G. 14328/2025, Tribunale di Catania, Sez. III civile | Convenuto non costituito entro il 28 aprile 2026. |
Il certificato del casellario agli atti del proc. 13997/2021 (n. 32330/2021/R) riporta due condanne definitive, per furto in concorso e porto abusivo di armi: Graziano Menghi è pluripregiudicato. Eppure ha pubblicato che il «pluri pregiudicato» sarei io, che ho il casellario vuoto.
Sezione 08
Domande frequenti
Su Graziano Menghi
Di che cosa è imputato Graziano Menghi?
Di diffamazione aggravata (art. 595 co. 3 c.p.) e atti persecutori (art. 612 bis c.p.) nel proc. 12501/2021, dove il GUP dott.ssa Storaci ha disposto il giudizio, e di minaccia grave (art. 612 co. 2 c.p.) nel proc. 13997/2021, con udienza il 16 gennaio 2027. Sono contestazioni dell'accusa, non condanne.
Quale frase gli viene contestata nel proc. 13997/2021?
Il messaggio WhatsApp VoIP del 29 settembre 2021: «tu sei già morto, io ti sto già seguendo, ti sparo in faccia». Il messaggio è agli atti e il giudice deciderà se costituisce il reato di minaccia grave.
Ha smesso di pubblicare dopo il rinvio a giudizio?
Secondo la memoria difensiva del 14 settembre 2026, no. Vi si segnalano nuove pubblicazioni successive al decreto che dispone il giudizio, tra cui il profilo Facebook «Zucca Vuota» e il messaggio del maggio 2026 con l'offerta di procurare stupefacenti da collocare addosso a me.
Che cosa ha inviato a 70 persone dell'Università di Catania?
Una e-mail con oggetto offensivo verso mia madre e verso di me, secondo gli atti diffusa a colleghi, studenti e al direttore del dipartimento in cui lavora. È la base della contestazione di diffamazione aggravata e delle querele per calunnia.
È vero che mi ha accusato di mafia?
Ha scritto che magistrati e avvocati sarebbero una «associazione a delinquere di stampo mafioso». Non esiste alcun procedimento per mafia a carico mio, di mia madre o dei nostri difensori, né alcun rinvio a giudizio o perquisizione.
Che cosa ha fatto con la mia istanza di patrocinio gratuito?
Il 24 maggio 2026 ne ha pubblicato la fotografia su Facebook, accusandomi di «frode allo Stato». L'istanza n. 11572/2024 è un documento riservato a cui aveva accesso come parte del procedimento. Il fatto è oggetto di reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (art. 167 D.Lgs. 196/2003).
Quanti siti ha costruito contro di noi?
Secondo l'imputazione, sei: truffeacatania.com, marcomarzaduricornelio.org, studioesotericotantrico.com, massimomarzaduricampisi.com, marzadurimassimocampisi.com e marcocorneliocatania.com. Per l'accusa servivano a occupare i risultati di ricerca con il mio nome.
Perché non si è difeso nella causa civile?
Notificato l'atto di citazione, non risulta costituito entro il 28 aprile 2026. È una sua scelta processuale: il giudice può procedere in contumacia, e la causa chiede 250.000 euro di risarcimento.
Che pene rischia?
La legge prevede per gli atti persecutori la reclusione da 1 anno a 6 anni e 6 mesi, e per la diffamazione aggravata dal mezzo di pubblicità da 6 mesi a 3 anni o la multa. Sono i limiti di legge, non la pena che sarà applicata: dipende da una sentenza.
Ha precedenti penali?
Il casellario giudiziale acquisito agli atti riporta due condanne definitive, per furto in concorso e porto abusivo di armi. Non dimostrano nulla sui fatti di oggi: i processi in corso si decidono sulle prove raccolte.
Perché questo sito parla di lui in modo così duro?
Perché riporta contestazioni gravi e documentate, con i riferimenti agli atti. Resta presunto innocente fino a sentenza definitiva, ma chi pubblica per anni accuse pesanti su altri non può aspettarsi silenzio: la risposta, documento per documento, è un diritto di replica.
Menghi può querelare per questo sito?
Può farlo, ma la critica e la replica sono lecite se rispettano verità, interesse pubblico e continenza (art. 21 Cost., art. 51 c.p.). Qui ogni affermazione rimanda a un atto verificabile, e si parla di contestazioni, non di condanne.
Domande generali sui procedimenti
Marco Marzaduri è stato condannato?
No. Non esiste alcuna condanna a suo carico e non risulta alcun procedimento penale in cui sia imputato. Nei procedimenti elencati è persona offesa o parte civile.
Che cosa significa rinvio a giudizio?
Che il giudice ha ritenuto sufficienti gli elementi per celebrare un processo. Non stabilisce chi ha ragione: lo farà la sentenza.
Perché una persona imputata può comunque essere citata qui?
Perché questo sito riporta atti, non verdetti. Ogni imputato resta presunto innocente fino a sentenza definitiva e questa regola vale anche per Menghi.
Perché il sito riproduce le pagine contestate?
Per poterle confutare punto per punto. La pagina di smentita le riporta insieme alla replica, in modo che chiunque possa confrontarle.
Come posso verificare i documenti?
Ogni documento si apre in originale con un clic. I numeri di ruolo (13997/2021, 12501/2021, 14328/2025) identificano i fascicoli presso il Tribunale di Catania.
Che cosa succede dopo l'udienza?
Il processo prosegue con l'istruttoria, poi arriva la sentenza di primo grado, che può essere impugnata. Aggiorniamo la pagina dei provvedimenti quando ci sono novità.
Che cos'è la presunzione di innocenza?
È la regola dell'art. 27 della Costituzione e dell'art. 6 della CEDU: nessuno è considerato colpevole fino alla sentenza definitiva. Il D.Lgs. 188/2021 la rafforza vietando alle autorità di presentare un indagato come colpevole.
La presunzione di innocenza vale anche per Menghi?
Sì, senza eccezioni. Per questo qui si parla di contestazioni, di rinvio a giudizio e di imputato, non di condanna. La stessa regola protegge me dalle accuse mai accertate che circolano online.
Pubblicare accuse senza sentenza è lecito?
Non è una questione di presunzione di innocenza, che vincola soprattutto le autorità. Per i privati valgono i limiti della diffamazione (art. 595 c.p.): chi attribuisce fatti disonorevoli deve poterli provare, e l'uso di internet è un'aggravante.
Perché è stato chiesto un risarcimento di 250.000 euro?
Perché la domanda comprende il danno alla reputazione e il danno non patrimoniale da diffamazione e atti persecutori (artt. 2043 e 2059 c.c.). È la cifra richiesta, non quella che sarà riconosciuta: la quantifica il giudice, in base a gravità, diffusione e durata.
Il risarcimento si ottiene subito?
No. Si ottiene con la sentenza, e in caso di appello può passare altro tempo. Nel processo penale la parte civile può chiedere anche una provvisionale, una somma anticipata sul danno, se il giudice la riconosce.
Perché la causa civile prosegue anche se Menghi non si è costituito?
Chi non si costituisce è dichiarato contumace e il processo va avanti. La contumacia non è ammissione dei fatti: chi agisce deve comunque provare la propria domanda con i documenti.
Chiedere un risarcimento è una vendetta?
No. È un diritto garantito dall'art. 24 della Costituzione: ottenere tutela davanti a un giudice. La somma non è una pena, ma il ristoro di un danno.
Una persona querelata è colpevole?
No. La querela è la richiesta di perseguire un fatto: non prova che sia vero. Chi è querelato resta innocente finché una sentenza definitiva non accerta il contrario, e vale per chiunque, anche per chi ha querelato.
Che cosa succede dopo una querela?
Il Pubblico Ministero iscrive la notizia di reato e indaga. Può chiedere l'archiviazione, se non trova elementi sufficienti, oppure esercitare l'azione penale. Solo in questo secondo caso si arriva a un processo.
Tutte le 14 querele sono diventate processi?
No. Non tutte hanno già dato luogo a un giudizio: i procedimenti a dibattimento sono il proc. 13997/2021 e il proc. 12501/2021. Per le altre l'esito dipende dalle decisioni delle Procure di Catania e Rimini.
Una querela falsa è punita?
Sì. Chi accusa un innocente sapendolo tale commette calunnia (art. 368 c.p.). Per questo le querele si basano su documenti: messaggi, e-mail, ricevute di deposito e consulenze tecniche.
Si può ritirare una querela?
In generale sì, con la remissione di querela (art. 152 c.p.), che estingue il reato se l'altra parte non la rifiuta. Non vale per i reati procedibili d'ufficio e per le minacce gravi, dove la remissione ha limiti.
Essere indagato o imputato rovina la reputazione?
Per questo la legge impone cautela alle autorità (D.Lgs. 188/2021). Chi pubblica sa di poter rispondere di diffamazione. Su questo sito si riportano atti e contestazioni, mai verdetti.
Una condanna in primo grado è definitiva?
No. Si può impugnare in appello e poi in Cassazione. Fino al passaggio in giudicato resta valida la presunzione di innocenza, e anche l'assoluzione può essere impugnata dal Pubblico Ministero.
Chi decide se le accuse sono vere?
Solo il giudice, con una sentenza dopo aver ascoltato le parti e valutato le prove. Né una querela, né un decreto di citazione, né questo sito stabiliscono la verità.


