Graziano Menghi rinviato a giudizio: diffamazione aggravata e atti persecutori · Proc. 12501/2021 · Due condanne definitive nel casellario (furto in concorso, porto abusivo di armi)
Portale privato di difesa — art. 21 Cost. / art. 51 c.p. / art. 10 CEDU
Sono una vittima di stalking.
Non sono quello che Graziano Menghi ha scritto di me.
La mia identità
Nessun tribunale italiano, nessuna corte, nessun giudice ha mai emesso una sentenza definitiva che mi condanni per uno qualsiasi dei reati che Graziano Menghi ha urlato su internet per cinque anni. Zero condanne. Zero procedimenti a mio carico. Zero.
La presunzione di innocenza sancita dall'art. 27 co. 2 della Costituzione italiana e dall'art. 6 § 2 CEDU non è mai stata superata nei miei confronti. Chiunque affermi il contrario lo fa in malafede, in assenza di qualsiasi fondamento processuale, ed è esattamente quello che fa Graziano Menghi: un uomo che ha lui stesso due condanne penali definitive e che affronta oggi due processi davanti al Tribunale di Catania per i crimini che ha commesso contro di me e contro la mia famiglia.
Le accuse false di Menghi vs la realtà
Nessuna sentenza, nessun procedimento, nessuna condanna. Menghi ha scritto questo su sei siti internet. È diffamazione aggravata a mezzo internet ex art. 595 co. 3 c.p. — reato per cui è attualmente imputato.
Nessun ordine professionale, nessun tribunale, nessun organo competente ha mai accertato con provvedimento definitivo l'esercizio abusivo della professione. L'accusa è di un uomo che non è né psicologo né giudice.
Nessun procedimento per mafia. Nessun rinvio a giudizio. Nessuna perquisizione. Menghi ha inviato questa accusa a 70 accademici dell'Università di Catania. È calunnia ex art. 368 c.p. — tra i reati nelle 14 querele.
Falso. Nessun accertamento, nessun verbale, nessuna positività. Menghi ha anche offerto di procurarsi cocaina e crack «da piazzarmi addosso» — è lui a muoversi nel mondo degli stupefacenti, non io.
FALSO. Zero precedenti penali. Il pregiudicato con condanne definitive è Graziano Menghi — certificato dal suo stesso casellario giudiziale n. 32330/2021/R.
Il patrocinio gratuito è un diritto costituzionale (artt. 24 co. 3 e 111 Cost.). Menghi ha pubblicato illegalmente la mia istanza riservata (n. 11572/2024) su Facebook — reato ex art. 167 D.Lgs. 196/2003, oggetto di reclamo al Garante Privacy.
La mia storia
Il 23 dicembre 2020 un uomo che non avevo mai visto in vita mia — Graziano Menghi, classe 1957, residente nella Repubblica di San Marino — ha telefonato a mia madre. Lei non lo conosceva. Lo ha bloccato. Due giorni dopo, il 25 dicembre 2020 — Natale — le ha spedito una mail all'indirizzo istituzionale universitario piena di insulti osceni. Da quel momento non si è più fermato. Per sei anni.
Nelle settimane successive ha inviato la stessa mail a circa 70 persone del mondo accademico dell'Università di Catania: colleghi, studenti, il Direttore del Dipartimento di Scienze del Farmaco. Mia madre lavorava lì. Ci lavora ancora. L'obiettivo era chiaro: distruggere la sua carriera.
Poi ha aperto i siti. Sei siti internet costruiti uno per uno con l'unico scopo di dominare i risultati Google per il mio nome: truffeacatania.com, marcomarzaduricornelio.org, studioesotericotantrico.com, massimomarzaduricampisi.com, marzadurimassimocampisi.com, marcocorneliocatania.com. Centinaia di articoli falsi. Foto rubate. Dati personali privati. Ogni parola: falsa. Ogni frase: calunniosa.
“tu sei già morto, io ti sto già seguendo, ti sparo in faccia”
Quello era il 29 settembre 2021. Via WhatsApp Voip, per non lasciare tracce telefoniche facili. Ho depositato querela immediatamente. La Polizia Locale Valmarecchia ha identificato Menghi il 17 febbraio 2022. Il Pubblico Ministero ha esercitato l'azione penale. Oggi quel procedimento — il proc. 13997/2021 — è pendente davanti al Tribunale di Catania per minacce gravi ex art. 612 co. 2 c.p. L'udienza è il 16 gennaio 2027.
Non è bastato a fermarlo. Nel maggio 2026, con il processo già pendente, Menghi ha inviato un messaggio WhatsApp offrendosi di procurare cocaina e crack «da piazzare addosso a me» per farmi arrestare. Nello stesso messaggio ha definito il Pubblico Ministero, il giudice e i miei avvocati «associazione a delinquere di stampo mafioso». Quel messaggio è ora agli atti del Tribunale di Catania.
Oggi vivo a Malta. Ho dovuto lasciare la Sicilia. Ho 31 anni. Dal 2020 al 2026 ho dedicato una parte enorme della mia vita a raccogliere prove, a depositare querele, a rispondere agli avvocati, a spiegare a chiunque cercasse il mio nome su Google che no — non sono niente di ciò che quell'uomo ha scritto di me. Questo sito esiste perché la verità deve essere trovabile. Con i documenti. Davanti a tutti.
Chi ha colpito
Ha distrutto pezzi di vita a tutta la mia famiglia.
La mia risposta legale
Ogni azione qui sotto ha già prodotto risultati concreti. Non sono promesse.
Depositate tra il 2021 e il 2025 presso le Procure di Catania e Rimini per tutti i reati commessi da Menghi. Con perizia forense CTP dott. Roberto Rocchetti e 3 CD di materiale probatorio.
Il Tribunale di Catania ha citato Menghi a giudizio per le minacce di morte del 29/09/2021. Udienza 16/01/2027, giudice dott. Marino Giuseppe.
Il GUP dott.ssa Storaci ha firmato il decreto che dispone il giudizio per diffamazione aggravata e stalking. Udienza 15/09/2026, Tribunale di Catania II Sez. Penale.
R.G. 14328/2025 — Tribunale Ordinario Catania, Sez. III Civile. Giudice dott. Cataldo, Avv. Carducci. Menghi notificato, non si è presentato. Non può ignorare €250.000.
Prof.ssa Campisi Agatina si è costituita parte civile tramite Avv. Bellocchio nel proc. 12501/2021 — €50.000 per i danni da stalking.
Avv. Bellocchio ha depositato il 14/09/2026 la Memoria ex art. 121 c.p.p. (PDP ID 2026/1643918) con le nuove condotte di Menghi post-rinvio a giudizio. 6 allegati con hash certificato.
Per la pubblicazione illegale dell'istanza di patrocinio gratuito n. 11572/2024 su Facebook da parte di Menghi. Documento processuale riservato divulgato in violazione del GDPR.
“Non ho mai truffato nessuno. Non sono mai stato condannato. Non sono un mafioso, non sono un falso psicologo, non sono un criminale.
Sono una persona che è stata perseguitata per cinque anni da un uomo con due condanne penali alle spalle. Un uomo che ha minacciato di spararmi in faccia. Un uomo che ha offerto di procurarmi droga da piazzarmi addosso. Un uomo che ha insultato mia madre davanti a 70 suoi colleghi universitari.
Ho denunciato. Ho trovato gli avvocati. Ho portato le prove davanti a un giudice. E quel giudice ha mandato Graziano Menghi a processo.
Questo sito è la mia risposta. I documenti ufficiali sono la mia voce.”